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A seguito di un nuovo accordo raggiunto fra i Paesi dell’Unione Europea, si segnala che in data 06/10/2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GUUE L259I) il Regolamento (UE) n. 1904/2022. Come nei precedenti interventi, il Regolamento citato ha apportato alcune integrazioni al Regolamento (UE) n. 833/2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina.

Di seguito si comunicano le principali novità apportate in riferimento alla tematica doganale:

  • È stato introdotto un nuovo articolo (art. 2 bis bis) che dispone il divieto di vendere, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo in Russia, o per un uso in Russia, armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali e munizioni elencati nell'allegato I del regolamento (UE) n. 258/2012 anche non originari dell'Unione;
  • L’Allegato VII del Reg. UE 833/2014, riguardante i beni e le tecnologie in grado di “contribuire al rafforzamento militare e tecnologico o allo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza della Russia”, ha subito delle nuove modifiche. In questo intervento sono state inserite diverse sostanze chimiche, armi, dispositivi di autodifesa e apparecchi fotografici. Oltre a ciò è opportuno segnalare l’introduzione di una specifica sezione, comprendente beni elettronici, che sono individuabili tramite indicazione del codice doganale a 8 cifre (nomenclatura combinata);
  • L’Allegato XI del Reg. UE 833/2014, relativo ai beni del settore aerospaziale, e l’Allegato XXIII, relativo ai i beni atti a contribuire in particolare al rafforzamento delle capacità industriali russe, sono stati modificati apportando un incremento della lista dei prodotti non esportabili in territorio russo;
  • Per quanto attiene ad operazioni di importazione è importante citare:
    • La modifica intervenuta all’articolo 3 octies, che integra l’Allegato XVII, inerente ai prodotti siderurgici e semilavorati di ferro e acciaio non importabili dalla Russia;
    • La modifica intervenuta all’articolo 3 decies, che integra l’Allegato XXI, inerente ai prodotti che generano introiti significativi per la Russia;
  • Da ultimo è stato introdotto il divieto di trasporto verso paesi terzi di petrolio greggio aventi voce doganale 2709 o di prodotti petroliferi aventi voce doganale 2710 originari della Russia o esportati dalla Russia. Tale divieto viene applicato anche in caso di operazioni che prevedono il trasbordo da nave a nave;

Infine, si sottolinea come siano state nuovamente implementate le diverse blacklist relative alle restrizioni soggettive, in riferimento a persone fisiche e giuridiche.

In considerazione di ciò, si consiglia alle Società che intrattengono tuttora rapporti commerciali con soggetti di nazionalità russa e/o bielorussa, di non limitarsi ad un controllo di tipo oggettivo basato sui codici doganali dei propri prodotti, bensì di eseguire, anche qualora l’avessero già compiuta, un’ulteriore verifica sui nominativi dei propri clienti, fornitori e in generale partner commerciali dei due Paesi in questione, al fine di escludere una loro eventuale inclusione nelle liste restrittive e di evitare le severe sanzioni collegate.

Lo Studio rimane a disposizione per effettuare controlli di natura oggettiva, relativi ai prodotti movimentati, e soggettiva, relativi alle ragioni e compagini sociali russe e bielorusse.

Il 1^ ottobre 2022 era previsto che entrasse in vigore l’obbligo di inviare la cosiddetta dichiarazione ACI (Advance Cargo Information) Air in tutti i casi di spedizioni di merce per via aerea verso l’Egitto.

Gli utenti della piattaforma CargoX, tuttavia, hanno recentemente ricevuto l’avviso relativo alla decisione del Governo egiziano di posticipare la data di decorrenza dell’obbligatorietà di ACI Air, al fine di “fornire alle parti coinvolte più tempo per la formazione e l’implementazione del nuovo sistema”.

Lo Studio rimane a disposizione per delucidazioni relative alla tematica.

In data 29/09/2022 è stata aggiornata la banca dati TARIC, in ottemperanza a quanto richiesto dalle autorità turche.

Nello specifico la denominazione dello Stato Turchia (Turkey in inglese) è stata sostituita, con effetto retroattivo dal 03 giugno 2022, in TÜRKIYE per tutte le lingue.