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Dopo un lungo periodo di trattative è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, L. 153 del 3 giugno 2022, il sesto pacchetto sanzionatorio nei confronti di Russia e Bielorussia.

Da un punto di vista doganale, l’intervento di maggiore rilievo risulta essere quello riconducibile al Regolamento (UE) 879/2022 che modifica il regolamento (UE) n. 833/2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina.

Di seguito si riassumono le novità di maggiore interesse introdotte dalla normativa sopra citata:

  • È stato introdotto un nuovo articolo (art. 3 quaterdecies) che dispone il divieto di acquistare, importare o trasferire, direttamente o indirettamente, petrolio greggio o prodotti petroliferi, elencati nell'Allegato XXV (nel quale sono elencati i codici di nomenclatura doganale 2709 00 e 2710), originari della Russia o esportati dalla Russia. È inoltre fatto divieto di fornire assistenza tecnica, finanziaria e servizi collegati al trasporto dei beni sopra detti. A tale restrizione sono previste, soprattutto per i primi tempi, alcune deroghe basate sulla specifica tipologia di prodotto, sulle modalità operative e sulla tipologia di trasporto utilizzato.
  • L’Allegato VII del Reg. UE 833/2014, riguardante i beni e le tecnologie in grado di “contribuire al rafforzamento militare e tecnologico o allo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza della Russia”, ha subito delle modifiche, in particolare tramite l’inclusione, fra i beni elencati, di diversi prodotti chimici suscettibili di essere utilizzare per la fabbricazione di armi chimiche.
  • È stato sostituito ed ampliato l’Allegato XXI del Reg. 833/2014, che elenca i beni capaci di generare introiti significativi per la Russia, per i quali vige il divieto di acquisto ed importazione.

Oltre a quanto sopra esposto, sia per quanto riguarda la Russia che la Bielorussia, sono stati modificati diversi articoli riguardanti le restrizioni di ambito finanziario. In particolare, giova citare l’esclusione dell’importante banca russa Sberbank dal sistema Swift.

Infine, si sottolinea come siano state implementate le diverse blacklist relative alle restrizioni soggettive, in riferimento a persone fisiche e giuridiche, sia russe che bielorusse.

In considerazione di ciò, si consiglia alle società che intrattengono tuttora rapporti commerciali con soggetti di nazionalità russa e/o bielorussa, di non limitarsi ad un controllo di tipo oggettivo basato sui codici doganali dei propri prodotti, bensì di eseguire, anche qualora l’avessero già compiuta, un’ulteriore verifica sui nominativi dei propri clienti, fornitori e in generale partner commerciali dei due Paesi in questione, al fine di escludere una loro eventuale inclusione nelle liste restrittive e di evitare le severe sanzioni collegate.

 

L’Unità temporanea di crisi russo-ucraina, facente parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha emanato alcuni ulteriori chiarimenti relativi all’interpretazione del Reg. (UE) n. 2022/428, specificatamente in materia di restrizione all’esportazione dei beni di lusso di cui all’art. 3 nonies.

Le istruzioni riguardano i beni di cui al punto 17) dell’Allegato XVIII, vale a dire i “Veicoli, escluse le ambulanze, per il trasporto terrestre, aereo o marittimo di persone, di valore unitario superiore a 50.000 EUR, comprese teleferiche, seggiovie, sciovie, meccanismi di trazione per funicolari, motociclette, di valore unitario superiore a 5.000 EUR, loro accessori e pezzi di ricambio”, con particolare riferimento agli accessori e ai pezzi di ricambio ivi menzionati.

In merito è stato chiarito quanto segue:

  • Gli accessori e i pezzi di ricambio dei veicoli e apparecchi sopra richiamati, di valore pari o inferiore a 300 euro per articolo non sono soggetti alle restrizioni previste dall’art. 3 nonies;
  • Gli accessori e i pezzi di ricambio di cui al punto 17) dell’Allegato XVIII, di valore superiore ai 300 euro ma non destinati ad essere utilizzati per i veicoli e apparecchi richiamati, non sono soggetti alle restrizioni previste dall’art. 3 nonies; a tal proposito viene fornito l’esempio di accessori e pezzi di ricambio di veicoli di valore pari o inferiore a 50 000 EUR, ai quali non andrà, per l’appunto, applicato il divieto in questione;
  • La restrizione di cui all’art. 3 nonies, invece, andrà applicata a quegli accessori e pezzi di ricambio di cui al punto 17) dell’Allegato XVIII, di valore superiore ai 300 euro, destinati ai veicoli e apparecchi ivi elencati.

In data 8 aprile 2022 sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea i Regolamenti (UE) 2022/576 e 2022/577, rispettivamente riguardanti ulteriori misure restrittive nei confronti della Russia e della Bielorussia.

 

Per quanto riguarda la RUSSIA, il pacchetto concordato prevede sanzioni volte ad indebolirne l’economia e a limitarne le risorse disponibili per il conflitto in Ucraina.

Le misure in questione sono rinvenibili nel Reg. (UE) 2022/576 il quale ha modificato il Reg. 833/2014 (già modificato nei mesi scorsi dai Regolamenti 2022/328 e 2022/428).

  • In materia di esportazione, viene in particolare disposto il divieto di esportare, direttamente o indirettamente, a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo in Russia o per un uso in Russia, i beni considerati capaci di rafforzare le capacità industriali russe, elencati all’Allegato XXIII sulla base del codice doganale.
  • Dal punto di vista passivo sono state introdotte misure che vietano l’importazione dei seguenti beni, qualora siano originari della Russia o siano esportati dalla Russia:

  • Beni elencati nell’Allegato XXI sulla base del codice doganale, capaci di generare introiti significativi per la Russia.
  • Carbone e altri combustibili fossili solidi, elencati nell’Allegato XXII sulla base del codice doganale.

Si segnala come la principale deroga ai divieti sopra esposti, in linea con quanto previsto dai precedenti regolamenti, si sostanzi nella possibilità, a determinate condizioni, di dare esecuzione ai contratti conclusi prima del 9 aprile 2022.

  • Un’ulteriore misura rilevante consta nel divieto di accesso ai porti dell’Unione Europea a qualsiasi nave registrata sotto la bandiera della Russia, dalla data del 16 aprile 2022 in avanti.

Oltre a ciò viene esplicitato il divieto a qualsiasi impresa di trasporto su strada stabilita in Russia di trasportare merci su strada all’interno dell’Unione Europea, anche in transito. Tale restrizione assume particolare rilevanza, ad esempio, per le imprese italiane in caso di cessione di beni utilizzando termini di resa EXW o FCA o in caso di acquisto di beni utilizzando termini di resa del gruppo C o del gruppo D.

In deroga alle misure sopra esposte, le autorità competenti possono autorizzare il trasporto su strada, o l’accesso al porto di una nave, dopo aver accertato che il trasporto o l’accesso è necessario per determinate finalità, tra cui a titolo esemplificativo si possono citare l’acquisto o il trasporto di petrolio e gas naturali, prodotti farmaceutici, medici, agricoli e alimentari. 

  • Infine, si segnala che lo stesso regolamento ha modificato gli Allegati VII, VIII e XVIII già esistenti, nonché sostituito gli Allegati X e XVII, inserendo nuove categorie di beni a cui sono applicate le misure restrittive.

 

In riferimento alla BIELORUSSIA le novità introdotte dal Regolamento UE 2022/577 (che concorre a modificare il Regolamento CE n. 765/2006) hanno un impatto minore rispetto a quelle precedentemente citate: la principale restrizione riguarda, allo stesso modo di quanto previsto per la Russia, il divieto per qualsiasi impresa di trasporto su strada stabilita in Bielorussia di trasportare merci su strada all’interno dell’Unione Europea, anche in transito.