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In data 31 marzo 2020 è entrata in vigore la modifica relativa alla Decisione 1/2020 del 14 gennaio che ha previsto alcune modifiche all’accordo di libero scambio fra UE-ESA, ossia fra Unione Europea e Paesi quali Madagascar, Zimbawe, Mauritius, Comore e Seychelles. La decisione ha comportato il mutamento di alcuni dei criteri contenuti nell’accordo stesso tra cui è possibile citare:

 

- L’inserimento dell’agevolazione della separazione contabile

- La modifica del criterio del trasporto diretto, sostituito dal criterio della “non modificazione”

- Il meccanismo di prova dell’origine della merce (Esportatore Registrato)

- L’inserimento nel accordo di nuovi codici doganali

 

 

Viene dunque consigliato, ai soggetti interessati dagli scambi con Paesi compresi negli ESA, un adeguamento ai meccanismi di semplificazione.

L’epidemia causata da COVID – 19 ha raggiunto diffusione globale provocando rilevanti squilibri sulle operazioni transfrontaliere di ogni singolo Paese. Sia a livello di importazione che di esportazione sono state adottate misure volte rispettivamente ad incentivare il reperimento, nonché a sfavorire la cessione di talune categorie di prodotti, indispensabili per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

La gravità della situazione e le tempistiche ristrette hanno portato l’ordinamento nazionale e comunitario ad una corposa attività legislativa volta a fronteggiare la crisi ma che tuttavia risulta lacunosa in alcune disposizioni nonché contraddittoria in altre. Riuscire quindi ad avere una corretta visione d’insieme dell’intera produzione normativa sul tema risulta essenziale per le imprese in particolar modo se l’oggetto dell’attività aziendale tocca i dispositivi oggetto delle misure o prodotti ad essi equiparabili.

Data la situazione attuale si assiste all’aumento di controlli da parte degli uffici doganali e delle forze dell’ordine, sui traffici commerciali odierni. Lo Studio Toscano Carbognani Srl si rende disponibile al fine di offrire consulenza specifica a tal fine e attinente tutte le nuove misure commerciali e doganali implementate per fronteggiare l’attuale situazione.

 

Con la nota prot. 95863 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in data 19 Marzo 2020, ha reso noto l’adozione delle seguenti misure al fine di agevolare l’importazione di merce, destinata a fronteggiare l’emergenza COVID-19.

  1. Gli strumenti ed apparecchi utilizzati a scopo di ricerca, diagnosi e trattamenti medici, offerti in dono o acquistati, possono essere importati in franchigia daziaria in applicazione dei presupposti dell’articolo 57 Regolamento CE n. 1186/2009. Al ricorrere delle condizioni previste dall’articolo 68, lettera f) DPR 633/72 è inoltre possibile applicare l’esenzione dell’IVA.
  2. Sulla base del disposto degli articoli 74 e ss. Del Regolamento 1186/2009 combinato all’art. 51 della Direttiva 2009/132/CE, trovano applicazione le medesime previsioni indicante al punto 1) per l’importazione di merce ad opera di Enti statali e enti caritatevoli.
  3. In base alle casistiche che rientrano nell’articolo 82 e 84 del Regolamento 1186/2009, ossia regali ricevuti nel quadro delle relazioni internazionali, trova applicazione quanto indicato al punto 1).

Si ricorda infine che, in base a quanto previsto dal Ministro della Salute in data 15 Marzo 2020, l’importazione di strumenti e apparecchi sanitaria nonché DPI e dispositivi medici destinati a protezione civile, Enti di Stato, Istituzioni impegnate in compiti di sanità degli USMAF, sono effettuate nelle more del versamento previsto per il rilascio del Nulla Osta Sanitario. Al fine di velocizzare le operazioni di sdoganamento è possibile dare evidenza della specifica finalità della merce indicando nei campi 44 della dichiarazione doganale il codice addizionale 17YY.

Le predette importazioni potranno essere eseguite con l’utilizzo di bolletta A22 informatizzata.