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A seguito del Decreto Doganale n.38, pubblicato in data 1° febbraio 2021, adottato dal Ministero delle Finanze e sulla base della riforma del sistema doganale egiziano, avviata con la cosiddetta “New Custom Law” n.207 del 2020, è stato implementato un nuovo sistema di preregistrazione delle importazioni in Egitto, al fine di semplificare le operazioni commerciali e gli investimenti.

Il nuovo sistema è definito “ACI – Advance Cargo Information System” e mira alla velocizzazione delle operazioni doganali in importazione in Egitto, con lo scopo di evitare il traffico nei porti di destinazione.

Per l’importatore egiziano è necessario registrarsi attraverso la piattaforma https://www.nafeza.gov.eg, ottenere il codice “ACID” ed effettuare l’inserimento in via preventiva dei dati e dei documenti relativi al cargo almeno 48 ore prima della spedizione dal Paese di origine. Tra i documenti che l’importatore deve caricare sul portale vi sono la fattura commerciale, la Bill of Lading e altri documenti eventualmente necessari per particolari tipologie di merci.

Nonostante gli oneri di registrazione e di invio preventivo della documentazione siano a carico del soggetto importatore, preme sottolineare che rimane nell’interesse dell’esportatore provvedere a fornire la documentazione necessaria al soggetto egiziano.

A tal proposito il governo egiziano ha predisposto un sistema certificato e sicuro basato sulla Blockchain denominato CargoX, che è possibile raggiungere tramite il seguente link: https://cargox.io/ .

Tale sistema, dopo una fase iniziale di registrazione, permette, in modo completamente automatizzato e sicuro, il trasferimento delle informazioni relative ai dati e ai documenti commerciali relativi alla spedizione dal soggetto esportatore comunitario al soggetto importatore egiziano.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito della piattaforma egiziana, nel quale sono contenute una sezione dedicata alle FAQ e una guida specifica sull’utilizzo da parte degli esportatori comunitari della piattaforma dedicata allo scambio della documentazione precedentemente menzionata: https://www.nafeza.gov.eg/en/site/aci-details .

Con la circolare n. 16/2021 ADM sono state fornite ulteriori istruzioni riguardo alle procedure di rilascio dei certificati attestanti l’origine delle merci.

In relazione alla proroga dello stato di emergenza relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, è stato confermato l’utilizzo della modalità di “previdimazione” dei certificati EUR1, EURMED e A.TR fino al 31 luglio 2021.

In merito a ciò, oltre tale data, è previsto un aumento delle tempistiche necessarie all’ottenimento del certificato EUR1. Si consiglia, pertanto, di attrezzarsi anticipatamente attraverso l’ottenimento dello status di esportatore autorizzato, che esula dalla richiesta del suddetto certificato per spedizioni oltre i 6000€.

La pratica della “previdimazione” viene superata, invece, con riferimento alle esportazioni dall’Italia verso la Svizzera, in considerazione dei risultati positivi finora conseguiti dalla procedura sperimentale EUR1 “full digital” applicabile, a decorrere dal 15 marzo 2021, limitatamente alle suddette operazioni.

L’ADM ha pubblicato la risposta a due FAQ sul proprio sito relativamente alla compilazione INTRASTAT di acquisti di beni e servizi avvenuti nel 2020, ma registrati in contabilità nel 2021.

La prima FAQ fa riferimento alle operazioni di acquisto di beni dal Regno Unito (GB) spediti entro il 31/12/2020 e arrivati o registrati in contabilità in una data successiva. In questo caso, l’ADM ha specificato che l'operazione descritta deve essere riepilogata negli elenchi intra acquisti riferiti al mese di dicembre 2020.

In linea generale, tutti gli acquisti di merce con provenienza GB, entrata nel territorio dell’Unione prima del 1° gennaio 2021, cioè prima dell’effettiva uscita dall’Unione Europea del Regno Unito, devono essere riepilogati negli elenchi intra riferiti a periodi dell'anno 2020.

Per le operazioni di acquisto relative a beni non sono previste sanzioni per la tardiva presentazione degli elenchi INTRASTAT.

Viene ricordato, inoltre, che, dal 2018, sono esonerati dalla presentazione degli elenchi Intrastat per gli acquisti di beni i soggetti per i quali l'ammontare totale trimestrale sia inferiore a 200.000 euro, per ciascuno dei quattro trimestri precedenti.

La seconda FAQ fa riferimento alle operazioni relative a servizi ricevuti dal Regno Unito (GB) entro il 31/12/2020 e registrati in contabilità in una data successiva. In questo caso, l’ADM ha specificato che l'operazione descritta va riepilogata negli elenchi INTRASTAT acquisti riferita al mese di dicembre 2020. Si segnala che nel riepilogare l'operazione la data di fattura non deve essere indicata.

Come nel caso relativo ai beni, anche per operazioni di acquisto di servizi non sono previste sanzioni per la tardiva presentazione degli elenchi INTRA.

Si ricorda che, dal 2018, sono esonerati dalla presentazione degli elenchi Intrastat per i servizi ricevuti i soggetti per i quali l'ammontare totale trimestrale sia inferiore a 100.000 euro, per ciascuno dei quattro trimestri precedenti.