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Quello che abbiamo davanti sarà un anno di negoziati, volti a concludere accordi almeno su alcuni settori chiave quali ad esempio accordI di libero scambio e sicurezza interna ed esterna.

A partire da questa data inizierà un periodo di transizione che durerà fino al 31 dicembre 2020 durante il quale il diritto UE continuerà a vincolare il Regno Unito “come se” fosse ancora uno Stato Membro.

Nulla cambierà quindi nella pratica per amministrazioni, cittadini ed imprese ma rimane l’urgenza di attrezzarsi per affrontare il cambiamento a cui ci troveremo di fronte il 31 dicembre 2020.

Le problematiche principali riguarderanno:

 

  • I dazi, che saranno applicati come tariffa esterna, qualora non si optasse per un’area di libero scambio;

 

  • L’Iva che sarà riscossa in dogana abbandonando l’assolvimento dell’imposta con il sistema del reverse charge che non comportava esborsi finanziari;

 

  • Le accise gravanti su prodotti oggetto di forti scambi

 

  • Le Long Term Declaration (LTD) rilasciate dai fornitori Britannici che cesseranno di avere valenza ai fini dell’origine preferenziale comunitaria.

 

Si consiglia quindi a tutti gli operatori di porre attenzione ai punti cardine del negoziato e di sfruttare questo periodo transitorio per prepararsi con attenzione al cambiamento

 

A questo proposito Lo studio Toscano Carbognani propone il giorno 6 Febbraio un seminario intitolato BREXIT ED ESPORTATORE AUTORIZZATO che andrà a toccare tutti gli argomenti citati. Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La Commissione Europea è recentemente intervenuta, pubblicando delle linee guida volte ad esplicare il contenuto del Regolamento 1912/2018 (le cd Quick Fix Solution). In particolare per ciò che attiene all’ambito delle prove di avvenuta consegna sono stati chiariti alcuni importanti aspetti:

  • In primo luogo è stata data risposta al quesito “Cosa succede alle previsioni nazionali?” A tale proposito le note esplicative chiariscono che, anche qualora trovino applicazione le condizioni previste dalla normativa comunitaria, se le normative interne sono maggiormente flessibili rispetto a quelle del Regolamento 2018/1912, queste possono continuare a trovare applicazioni.
  • Un altro elemento di particolare rilevanza attiene alla presunzione di avvenuta consegna della merce. In particolare qualora il cedente non riesca ad ottenere le prove di avvenuta consegna della merce, non scatta automaticamente il venire meno della presunzione, ma è invece riconosciuta autonomia alle autorità nazionali relativamente all’accettabilità degli elementi di prova a disposizione dell’azienda. È importante sottolineare che anche qualora le autorità nazionali, riscontrino inesattezze o falsità nei documenti richiesti per provare l’avvenuta consegna della merce, l’azienda rimane nella possibilità di provare l’avvenuta consegna con documenti alternativi.
  • Le linee guida forniscono inoltre un’interpretazione del significato di “parti indipendenti” rispetto ai soggetti che devono fornire le prove di avvenuta consegna della merce stabilendo che quest’ultime sono indipendenti quando: non condividono la stessa personalità giuridica e non sussistano legami famigliari o altri legami personali stretti, di gestione di società, proprietà, adesione, legami finanziari o legali.
  • È inoltre riconosciuta la possibilità di utilizzare documenti in formato digitale non essendo richiesta la presenza della prova documentale in un determinato formato. Si precisa, rispetto a quest’ultimo punto, che le previsioni nazionali avevano già approvato tale modalità di comunicazione delle prove con la risoluzione 19/E dell’Agenzia delle Entrate.
  • Infine, le linee guida forniscono un ulteriore chiarimento rispetto alle tempistiche rispetto alle quali deve essere fornito il documento di avvenuta consegna della merce rilasciato dall’acquirente. In questo caso viene chiarito che qualora, il cedente non riesca ad entrare in possesso del documento entro il termine del decimo giorno del mese successivo a quello di avvenuta consegna della merce, non verrà meno la presunzione di avvenuta consegna se il cedente risulta essere comunque in possesso degli altri documenti indicati dalla normativa.

 

I cambiamenti inerenti alle importazioni di merce da parte di importatori algerini riguardano due importanti aspetti:

  1. I pagamenti futuri potrebbero non essere istantanei ("contanti") come è accaduto fino a poco tempo fa, ma soggetti a tempistiche di 9-12 mesi;
  2. Per tutte le importazioni, a partire dal 31 dicembre 2019, l’unico termine Incoterms che sarà possibile utilizzare sarà il FOB e  sarà necessario privilegiare i vettori marittimi algerini “ogniqualvolta possibile”.

Recentemente è stata resa nota la possibilità di utilizzare il termine CIF. L’utilizzo di tale Incoterms è però soggetto alla necessaria indicazione separata del:

  • Valore della merce
  • Valore del trasporto

Preme precisare che l’obbligo di ricorrere al pagamento differito di 9-12 mesi si riferisce soltanto all’importazione di prodotti di telefonia mobile e kit di assemblaggio di elettrodomestici mentre le altre due disposizioni - utilizzo esclusivo di contratti FOB (Free on board) e di operatori di trasporto marittimo nazionali -  sono estese a tutte le importazioni.