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Tramite una specifica comunicazione, la Commissione Europea ha stabilito che, a partire dal 26 maggio, non sarà più necessario richiedere alcuna autorizzazione per l’esportazione di dispositivi DPI. Ai sensi del Regolamento UE 568/2020 del 25 di Aprile l’autorizzazione veniva concessa dalle Autorità competenti su richiesta del soggetto esportatore e aveva imposto come termine di applicazione la data del 25 di Maggio; tale scadenza non è stata prolungata sia per il miglioramento della situazione di emergenza in territorio nazionale, sia per favorire il ritorno del normale flusso commerciale in export per gli operatori italiani.

 

Lo Studio comunica che l’accordo di partenariato economico stipulato fra Unione Europea ed ESA è stato aggiornato come comunicazione 2020/C 176/03 riportata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 maggio 2020. In base a quanto comunicato, in riferimento all’ambito dell’origine preferenziale, si notificano le seguenti modifiche:

 

  • Fino al 31 agosto 2020 (incluso) gli Stati dell’ESA sarà concesso un trattamento tariffario preferenziale ai prodotti originari dell’UE  su presentazione di un certificato di circolazione EUR.1, di una dichiarazione su fattura compilata da esportatori autorizzati ai sensi dell’articolo 24 da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi Euro 6.000.
  • Dal 1° settembre 2020 gli Stati dell’ESA sarà concesso un trattamento tariffario preferenziale ai prodotti originari dell’UE esclusivamente su presentazione di dichiarazioni su fattura compilate da esportatori registrati nel sistema REX dell’UE o da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi Euro 6.000.

 

Pertanto dal 1° di settembre 2020, per le esportazioni verso Mauritius, Seychelles, Zimbabwe e Madagascar, sarà necessario essere iscritti al sistema REX per attestare la preferenzialità della merce, qualora il valore della merce spedita risulti essere superiore ad Euro 6.000.

Con la Risposta all’Interpello n. 117, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente fornito una prima interpretazione di quanto contenuto nel Regolamento UE 2018/1912 che, come noto, dal 1° Gennaio 2020 ha profondamente mutato la documentazione necessaria di cui deve entrare in possesso il cedente nell’ambito di una cessione intracomunitaria. Si ricorda che la documentazione citata è di fondamentale importanza al fine di attestare l’avvenuta consegna della merce e quindi emettere fattura in esenzione di imposta come” non imponibile ex articolo 41 DPR 331/93”.

L’Agenzia, interpellata da una Società relativamente alla casistica in cui è il soggetto acquirente a curare il trasporto, in merito alla relativa difficoltà di reperimento dei documenti attestanti la consegna dei beni, ha definito l’utilizzo di mezzi di prova alternativi a quelli elencati nel Regolamento UE 2018/1912; inoltre nella presente risposta viene richiamato, e considerato come conforme anche il contenuto dell’Interpello n. 100 dell’8 aprile 2019.

 

In particolar modo è stata affermato il principio in base al quale, possono “costituire prova dell'avvenuta cessione [documenti alternativi ndr.] a condizione che:

 

1) dai descritti documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l'operazione a cui si riferiscono;

2) si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat".

 

In particolar modo, l’Agenzia ha chiarito che i documenti idonei a fungere da mezzo di prova sono identificabili congiuntamente in:

 

  • Fattura di vendita emessa ai sensi dell'articolo 41 del decreto-legge 30 agosto1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • CMR firmato dal trasportatore e dal cessionario per ricevuta, ovvero in mancanza della firma del cessionario, integrato dalla dichiarazione del cessionario di avvenuta ricezione della merce nel Paese di destinazione;
  • Documentazione bancaria attestante il pagamento della merce;
  • Dichiarazione del cessionario che la merce è giunta nel Paese di destinazione;
  • Elenchi riepilogativi Intrastat.

In definitiva, secondo il parere fornito dall’Agenzia delle Entrate, è possibile derogare il Regolamento comunitario 2018/1912 in favore della documentazione sopra esposta, rendendo indubbiamente più agevole, da parte del cedente, il reperimento delle prove necessarie a garantire la non imponibilità dell’operazione intracomunitaria.